2004 LA MIA CINA
Sembrerà strano ma la cina o meglio la repubblica popolare cinese, vuoi la sua densità (enorme) vuoi la sua storia (poca) non mi affascinò quando uscì come idea di viaggione megagalattico……quei viaggioni che si studiano a tavolino per giorni interi con più ma che certezze, resta il fatto che alla fine fu proprio questo paese con mille contraddizioni la meta del viaggio.
Dopo vari controlli su internet ci affidammo ad un agenzia di viaggi, troppi i problemi in primis la lingua e poi allora le poche informazioni o informazioni rivelatesi distorte.
Siamo nel febbraio 2004 e il nostro viaggio partirà a fine aprile dello stesso anno con il tour operator Mistral ed il tour Panorama Cinese ( Pechino-Nanchino-Suzhou-Hanghzhou-Shanghai-Xi’an-Guilin-Canton-Hong kong)
P.S: tenete conto che la digitale che avevo era un regalo e io di pixel allora non ne sapevo nulla….diciamo che io e le foto siamo due cose diverse ci sono persone che colgono attimi e spunti in maniera naturale io purtroppo ho altre doti ma se dovessi vivere di fotografia sarei gia a mendicare da tanto tempo…..spero di ricordarmi tutto sono passati quasi sei anni.....sedetevi comodi si parte…..
PARTENZA
L’agenzia di viaggio ci aveva ritirato i passaporti un mese prima per spedirli a Roma all’ambasciata Cinese per i controlli ( che si riveleranno assidui per tutto il tour) e per il visto un fantastico adesivo grosso una pagina di passaporto con filigrane e mille trucchi antisofisticazione.
Il giorno della partenza ci beviamo Genova-Milano malpensa in un batti baleno, il volo sarà un mxp Francoforte e un Francoforte Pechino in notturna.
Scopro subito la gentilezza delle hostess della lufthansa fin dal breve volo mxp-Francoforte poi mi stupisco ed entusiasmo per il lungo trasferimento dal terminal europeo a quello internazionale, tutto tapiruan, ci vuole mezzora buona e finalmente si forma il gruppo e conosciamo la guida italiana della mistral specializzata in tour della Cina.
L’aereo della lufthansa in partenza da Francoforte per Pechino è enorme alla fine visto la mia insonnia durante i viaggi, passeggiando a bordo calcolo che siamo quasi 280 passeggeri. Dormo si e no un paio d’ore, andando verso oriente fa chiaro presto e infatti dopo circa 8 ore siamo a Pechino.
PECHINO
2° Giorno: Pechino mi delude a pelle, caos, vecchi casermoni, palazzoni stile soviet, tanti militari, traffico sempre e tantissimo smog…..vediamo pure dove stanno costruendo per le olimpiadi 2008 e la guida locale ( ne avremo una in ogni città) ci spiega che la cina corre forse troppo verso questo boom economico.
Visitiamo piazza tienammen dove tanti bambini giocano con gli aquiloni, vediamo la vecchia stazione ferroviaria e il mausoleo di Mao dove lo stesso Mao Zedong è imbalsamato, fa un po’ effetto e fa effetto vedere la devozione che il popolo cinese ha ancora per il grande presidente della rivoluzione culturale.
Si risale sul pulman e via in un ristorante a pranzare. Il cibo cinese in cina si divide tra originale e occidentalizzato, noi naturalmente tranne qualche rara eccezione mangeremo sempre il secondo che è molto simile a quello che mangiamo nei ristoranti cinesi italiani.
Al pomeriggio visitiamo il tempio tibetano.
Dopo un sonnellino ristoratore in albergo decidiamo di uscire prima di cena ma con nostro disappunto alle 19 chiude tutto, rimangono aperti pochi e isolati ristoranti, si alzano le transenne in piazza tienammen dove i soldati si preparano per la guardia di notte e ho l’impressione che pure le luci di pechino si riducano.
3° Giorno: oggi visitiamo il palazzo imperiale e la città proibita, molto belli ma tutto ricostruito, scopriremo più tardi che durante la guerra contro i giapponesi gli stessi invasa la Cina misero a terra e fuoco tutto o quasi, compresi i templi.
Diciamo che a Pechino il pezzo forte delle visite turistiche oltre alla muraglia cinese è proprio la città proibita dove l’imperatore viveva quasi segregato anche per paura di attentati alla sua persona visto che al di fuori c’era solo morte e miseria.
Alla sera la guida locale si offre di portarci a vedere lo spettacolo dei funamboli e balli tipici in maschera cinesi, bellino anche se la sala è piena esclusivamente di occidentali e capisco che è uno spettacolo solo per noi.
4° Giorno: La grande muraglia cinese mi ha sempre affascinato, come un serpentone oramai addormentato si snoda per 6000 chilometri con una larghezza di 10 metri, merlata e ogni 80 metri circa costruita sopra c’è una torre. Un dispiegamento di forze e materiale sia per costruirla sia per mantenerla sia per difenderla. Costruita nel III secolo a.c. dall’imperatore Oin shi Huangdi, lo stesso dell’esercito di terra cotta di Xi’an, un imperatore forse leggermente megalomane, che pensò che con la muraglia potesse difendere l’impero dagli eserciti Mongoli. La guida ci spiega che non è vero che si vede dalla luna non tanto per la lunghezza ma per la poca larghezza.
A dir la verità questo pezzo di circa un chilometro fuori Pechino è l’unico visitabile ed è restaurato stile anni 2000, cioè si vede che è finto ma vabbè evviva la muraglia.
Al pomeriggio visitiamo Le tombe imperiali della dinastia Ming di tre imperatori e la via sacra, un bel posto pieno di verde e rilassante con statue e templi, ci voleva dopo il caos di questi giorni.
A me colpisce molto ha qualcosa di imponente, non so è un posto affascinante.
5° Giorno: Visita veloce al tempio del cielo. Qui la guida si perde su un discorso filosofico sui taoisti e dopo tre minuti esatti mi rompo e vado a fare due foto.
Poi di corsa all’aeroporto si parte per Nanchino vecchia capitale della Cina.
NANCHINO
Abbiamo il tempo di fare una passeggiata in centro città dove ci accolgono grattacieli strade pedonali, tantissimi negozi e una marea di ragazzini vestiti alla moda con tagli di capelli ultimo grido……negozi con musica rock sparata alta e luci che sembra di essere in discoteca. Qualche ragazzino si fa coraggio e con un inglese scolastico mi chiede da dove vengo, alla mia risposta si gira fiero e urla qualcosa di incomprensibile al resto del gruppo, risa e l’euforia del sapere prende il sopravento, vengo letteralmente bombardato di domande e fatico non poco a rispondere a tutti mi congedo con un I LOVE CHINA che porta la mia popolarità a livelli di rockstar…. uno shock rispetto al regime di Pechino. Ci sballa non poco la cena all’ultimo piano del nostro hotel con ristorante girevole panoramico che ci fa vedere mentre mangiamo tutte le luci e la città di sera. Decidiamo di fare due passi e finiamo dentro un piccolo centro commerciale che sta chiudendo ma vedendoci, incredibilmente, il direttore rimanda la chiusura e i commessi tornano al loro posto, poverini, compriamo acqua, succhi, gelati, memorie per macchine digitali, qualche maglietta un jeans e un paio di scarpe uguali alle puma.
6° Giorno: non è che ci sia molto da visitare a Nanchino però ci diamo da fare e giù con la città vecchia, un non ben definito museo dove bambini di scuola elementare ci guardano come fossimo alieni e un ponte sul fiume azzurro che tanto azzurro non è.
Pranzo in un ristorante tipico cinese con tanto di cuoco che ci prepara la famosa anatra laccata buona davvero e via alla stazione dove ci aspetta la sala d’aspetto di 1° classe e poi il treno per Suzhou. Anche qui capiamo che ai turisti è meglio non far vedere la povertà della stazione dove centinaia di poveri cinesi si rifugiano e dove spesso vengono scacciati con frustini dai militari far vedere il meno possibile e dare un impressione che vada tutto bene sembra l’imperativo categorico.
Sul treno una signora in divisa grigia seguita da due in divisa militare ci controlla i biglietti e ci ringrazia, subito dopo un’altra in divisa rossa seguita da una in divisa militare vende gelati (molto buono tra l’altro) poi siamo attratti da un contenitore metallico-cromato una “sputacchiera” ci spiega inoltre che la stragrande maggioranza dei cinesi ha questa brutta abitudine di sputare sempre e infatti arrivati a Suzhou ce ne accorgiamo subito uomini bambini e perfino donne sputano sempre infatti in previsione dei giochi olimpici del 2008 a Pechino stanno facendo campagne di informazione per cambiare questa abitudine e perfino a Shangai, cuore pulsante dell’economia cinese, città moderna e piena di occidentali hanno messo su una task force di poliziotti che multano le persone colte in flagrante.
SUZHOU
Saliamo sul pullman appena fuori la stazione e conosciamo la guida cinese di Suzhou, a dir la verità è una ragazza giovane e dal suo modo di parlare capiamo che non deve essere molto che fa la guida, comunque cerchiamo di far sembrare i suoi discorsi sempre comprensibili.
Arrivati all’Hotel ci accorgiamo che l’entrata e tutta la hall è in ristrutturazione, la nostra accompagnatrice si altera non poco e scoppia una litigata in cinese misto inglese-italiano e dopo 10 minuti di urla e minacce finalmente ci danno le chiavi.
7°Giorno: in mattinata si visitano i giardini o meglio le “ville” dei mandarini e dei nobili che andati in pensione si rinchiudevano in meravigliose ville con giardini fontane e cascatelle ad aspettare il trapasso, a dir il vero vista una son tutte uguali e onestamente non so quanto siano originali o i classici carrozzoni per turisti, comunque visitiamo il giardino del Maestro delle reti e il Giardino dell’amministratore umile. Dopo svariate foto ( dove do il meglio di me stesso) e tempo libero a disposizione ci gettiamo al ristorante dove vengono portate tutte le portate, una decina in tutto e dove più o meno capiamo cosa stiamo mangiando.
Al pomeriggio andiamo in campagna al villaggio di Tongli, serve per digerire quello che abbiamo mangiato perché come villaggio ci stanno tutti aspettando…. la campagna con contadini incurvati che si spaccano la schiena per coltivare qualche ortaggio, canali d’irrigazione che assomigliano più a canali a cielo aperto, la visita con assaggio finale (rifiutato da tutti) di una distilleria probabilmente clandestina di sakè o qualcosa del genere con le botti e gli attrezzi molto sporchi e dove il cattivo odore la fa da padrone.
Dopo cena uscita di massa, il gruppo è quasi al completo, si va a fare un giretto lungo lago e devo dire che il posto è veramente bello si sta bene e il fresco di Pechino oramai ci ha lasciato. Ci sediamo su delle panchine molto belle in ferro battuto con alle spalle dei giardini molto curati è una notte stellata ed io, solito romanticone , guardando le stelle tiro su un discorso filosofico su astri, astrologia e nomi di stelle. E’ tardi e decidiamo di tornare in hotel dove ci fermiamo ancora qualche minuto a bere qualcosa al bar dello stesso.
8°Giorno: dopo un abbondante colazione si visita la pagoda della tigre chiamata così pare per le tigri addomesticate in passato dai monaci, molto bella. Dopo il pranzo si va alla stazione ci aspetta il treno per Hangzhou dove, appena salito, crollo dal sonno.
HANGZHOU
In tre ore abbondanti siamo arrivati abbiamo il tempo di uscire dalla stazione ferroviaria e siamo assaliti da poveri cinesi con problemi di deambulazione che ci chiedono l’elemosina, la nostra guida del posto si infuria e noi ci mettiamo non poco a calmarlo e a fare una colletta di pochi soldi che distribuiamo un po’ a tutti…..
L’hotel è un 5 stelle e il lusso rapportato a quello che abbiamo assistito stona di molto.
La città è molto bella sul fiume Yangtze è chiamata la città delle torri e Marco Polo la definì la Venezia d’oriente. Un antico detto cinese recita: « In cielo vi è il paradiso e sulla terra vi sono Suzhou e Hangzhou » e la nostra guida ne va fiero.
Il lago bellissimo che si trova nei dintorni è il lago dell’ovest… secondo la leggenda, una perla creata nella Via Lattea da un drago e una fenice cadde sulla terra e si trasformò nel Lago dell'Ovest, un involontario regalo per la gente di Hangzhou.
Il Tempio Lingyin è uno dei monasteri più famosi della Cina. Fu fondato nel 326 dal un monaco buddhista indiano, il cui nome cinese era Hui Li. Ha subito innumerevoli distruzioni e ricostruzioni. La sola parte del tempio sfuggita alla distruzione durante la rivolta dei Taiping nel 1861 fu una splendida sala costruita nel 1661 per ospitare le statue dei 500 discepoli del Buddha. Tragicamente, a causa di un incendio tutte le statue furono distrutte nel 1936. Durante la Rivoluzione Culturale i monaci vennero espulsi dalle Guardie Rosse e vi fecero ritorno nel 1972. I due templi principali sono il Tempio dei Guardiani Celesti e la Grande Sala del Buddha. Nel primo, ai quattro angoli, ci sono le quattro statue dei Guardiani, fatte nel 1932. Al centro una statua di Buddha Maitreya (del 18° secolo) e di Skanda (il guardiano principale del Buddha e delle dottrine buddhiste), di legno di canfora, risalente alla dinastia dei Song Meridionali. La Grande Sala del Buddha è un enorme edificio alto 33,6 m con un triplo tetto. All'interno c'è una grande statua dorata di legno di confora rappresentante il Buddha e risalente al 1956, che ricalca meticolosamente l'originale di epoca Tang.
9°Giorno: oggi visite varie in ordine sparso…. breve gita in barca sul lago dell’Ovest dove appena partiti i marinai tirano fuori cartoline penne carte da gioco insomma compra compra generale, il fiume in certi punti è enorme ma noi ci inoltriamo in un canale dove la cose più genuina che galleggia sono escrementi. Visita al parco Huagang pieno di fiori un posto dove la quiete ti avvolge, vediamo anche una ventina di anziani cinesi che praticano il Tai Chi, arte marziale molto praticata.
La Pagoda delle sei Armonie, riporto…La pagoda è un'interessante combinazione di una parte interna di mattoni, di sette piani, e un esterno di legno con 13 piani; a pianta ottagonale, è alta 60 m. Costruita originalmente nel 970 con un'altezza di 150 m come faro per i battelli che navigavano sul fiume Qiantang, fu distrutta da un incendio nel 1121. La ricostruzione, in mattoni, avvenne nel 1153, e nel 1899 venne aggiunto l'edificio esterno di legno. La pagoda ha 104 campanelle di ferro, una per angolo in ogni tetto, che suonano al minimo soffiare del vento.
Il Monastero buddhista dove arriviamo che i monaci sono in preghiera. Terribile la maleducazione dei turisti che quasi si gettano dentro per fotografarli . Si visita l’antica farmacia, trappolone per turisti rimango due minuti esco e vado a giocare con dei bambini che mi insegnano senza successo a far salire in cielo il loro aquilone, il tempo mi vola e mi prendo in ordine il cazziatone della guida italiana di quella cinese del farmacista e di parte del gruppo….ma i sorrisi dei bambini che mi salutano con la manina non ha prezzo.
Viaggio nelle colline di hanghzou si va a visitare le coltivazioni di thè verde. Colline intere dove donne strappano le foglie che mettono in cesti che tengono sulla schiena, tutto il giorno dall'alba al tramonto...Il thè verde non è fermentato, per cui le foglie conservano il loro colore verde. Le foglie si dispongono su superfici di bambù e si espongono al sole per qualche ora. Poi vengono passate al vapore (100 °C) per almeno 30 secondi, in modo da inattivare alcuni enzimi. Seguono diverse fasi di asciugatura (in genere 4, da circa 20-40 minuti ognuna) che fanno evaporare una grossa percentuale di acqua contenuta nelle foglie. L'asciugatura rende le foglie mollicce ed è intercalata da fasi di ripiegamento o arrotolamento.... Naturalmente a noi viene fatto vedere il vecchio cinese ricurvo su un wak che a mano scalda essicca e da la forma al thè, poi trasferimento per assaggio di thè con rituale e incluso belle signorine che portano cesti con scatolette di thè verde da comprare...qui cedo e compro qualche scatola per regali.
Gran finale a una fabbrica di seta, dalla coltivazione dei bachi alla scelta dei miglior bozzoli alla filatura con macchinari dove mani esperte sciolgono nell’acqua calda i bozzoli prendendo i fili che poi riuniti formano il filo unico per la stoffa, pausa thè rigorosamente verde con dirigente della fabbrica che improvvisa una sfilata con le migliori stoffe ( notevoli devo dire) e come ogni visita ad una fabbrica per turisti gran finale in negozio con sorrisi e prezzi che scendono man mano che nessuno compra.
Questa sera la cena è libera e noi girovagando per Hangzhou troviamo una gelateria finta-italiana dove ceniamo o meglio ci “depuriamo” dopo nove giorni di cibo cinese, con una coppa cinque gusti.
SHANGHAI
10°Giorno: oggi trasferimento aereo a Shangai tra un saluto e l’aereo se ne va mezza giornata.
Arriviamo a ShangHai e subito ci accorgiamo che è una città modernissima con grattacieli da cento piani neon e luci spettacolari, il cuore pulsante dell’economia cinese si presenta così ai nostri occhi. Questa è una città a livelli di New York con traffico che contrasta con le migliaia di biciclette che occupano delle corsie riservate, la città del tarocco dove trovi tutto falso persino le medicine più conosciute dove vivono e lavorano migliaia di occidentali.
Cosi tra una visita al Buddha di Giada e una al centro città veniamo a sapere di un quartiere occidentale nel centro e alla sera decidiamo di trovare un ristorante italiano ( forse la cosa che ci è mancata di più). Con una mancetta al portiere del nostro albergo facciamo spiegare ( altro problema) al taxista dove portarci, siamo 4 taxi e la partenza è tipo formula uno, ogni uno sceglie una via diversa…e che cavolo!!!....arriviamo al quartiere occidentale e poco dopo arrivano in ordine sparso gli altri taxi…evviva…lo zoccolo duro del gruppo è compatto entriamo nella via pedonale dei ristoranti e ogni uno fantastica su cosa prendere per cena, c’è addirittura chi sogna i ravioli al sugo di carne ma girando girando non troviamo il ristorante italiano e dopo un periodo di silenzio propongo una brasserie bavarese…non saranno ravioli ma lo stinco fa sempre il giusto effetto.
Il locale è bello e pulito ci sono davvero ragazzi e ragazze tedesche, birra spaten originale e orchestrina tipica in calzoncini corti di cuoio e io non resisto a un piatto di spaghetti alla carbonara comunque sia…infatti è buonissima un altro paio di giri di birra e ci sparecchiano veloce….bhe gli affari… siamo nella città giusta.
Tiriamo tardi, wow sembra di essere tornati in una città delle più moderne, scartiamo un locale di karaoke dove ragazzini urlano canzoni in cinese e finiamo in un locale blues-jazz dove veniamo fatti entrare superando una coda di cinesi che non la prendono tanto bene….
11°Giorno: oggi intera giornata di visite con mezzo pomeriggio libero per shopping a shanghai, iniziamo alla mattina con il giardino di YU bellissimo un oasi di pace nella caotica città si prosegue per la città vecchia oramai inglobata in quella nuova, una passeggiata ammirando le vecchie case per poi catapultarsi nel Bund.
La zona nuova come gia detto si presenta con grattacieli, auto sciccose, taxi di tutti i colori, strade e autostrade, sopraelevate e super metro, ma all’angolo con una grande strada, mentro aspetto il verde al semaforo, vedo una corsia preferenziale tipo le nostre per i bus ma piena di operai cinesi in bicicletta….sono tantissimi e mi fermo a guardare la partenza, uno spettacolo un lungo serpentone di biciclette che si mette in movimento.
Veniamo spessi invitati da procacciatori d’affari con tanto di catalogo ad entrare in qualche retro di negozio a comprare tutto il falso made in china possibile ed immaginabile, dopo svariati no, accettiamo di entrare grazie a un catalogo di borse ultimo grido….siamo in sei ci portano dentro il negozio e poi spostando uno scaffale entriamo dietro la bottega abusiva dove tre individui incominciano a darci cataloghi e a sparare cifre esorbitanti alla fine nessuno vuole comprare l’aria si sta facendo pesante ma per fortuna ringraziamo e ci lasciano uscire…..
I miglior affari comunque vengono fatti in una piazza pedonale mentre ci gustiamo un buon gelato: rolex-omega-cartier-penne mont blanc-occhiali da sole rayban e perfino una borsa coccinelle. Fatto il pieno di tarocchi fieri e orgogliosi torniamo all’hotel per rinfrescarci e riposare un poco.
Dopo cena tour organizzato su due piedi con visita ( in pulman) di shanghai by night….come ogni tour che si rispetti c’è sempre una visita by night.
12°Giorno: la mattina la passiamo all’ennesimo museo. Quello di shanghai è veramente grande con diversi piani divisi per dinastie. Abbiamo il tempo di gustare un pranzo cinese in un ottimo ristorante e via all’aeroporto per volare a Xian.
XIAN
Arriviamo alla partenza in netto anticipo questo fa non poco arrabbiare una coppia del gruppo, a me personalmente non mi fa ne caldo ne freddo anzi ne approfitto per guardare un negozio all’interno dell’aeroporto entro sono solo, mi perdo a guardare tipi diversi di cioccolata e mi accorgo che sono accerchiato dalle ben 5 commesse che mi salutano e vogliono aiutarmi…..avevo gia notato quante commesse/i ci sono nei negozi , negli hotel insomma sembra che visto che i cinesi sono tantissimi non sappiano dove piazzarli e quindi li mettono a lavorare in numero nettamente superiore di quello che effettivamente servirebbe. Alla fine compro una stecca di sigarette e un paio di cioccolate pago e saluto.
L’aereo della china airlines è nuovo ed oltre al nostro gruppo c’è qualche cinese, ci servono uno snack e poi crollo.
Arriviamo a Xian che gia c’è buio, la solita trafila per uscire e siamo sul pullman con la nuova guida che ci saluta ci illumina su Xian e dintorni e poi ci propone una serata alternativa: bere sangue di serpente ucciso al momento in un locale molto rinomato o in alternativa massaggio rilassante ai piedi nella scuola della città.
Naturalmente scegliamo il massaggio e dopo cena si parte per la scuola di massaggio.
Entriamo tra due corsie di massaggiatrici che con inchini e sorrisi ci fanno accomodare tutti in una grande stanza. Ogniuno ha la propria poltrona e un secchio di legno pieno di acqua calda. Si inizia con il lavaggio dei piedi poi c’è l’asciugatura e poi inizia il massaggio vero e proprio….le ragazze e i ragazzi che massaggiano sono tutti giovani e sotto l’esperto occhio del titolare fanno il loro lavoro. Il massaggio dura un ora e devo dire che poi i piedi sono rinati…..la mancia naturalmente viene data con soddisfazione, ci siamo trovati bene e non abbiamo avuto sorprese, come spesso accade, che a un certo punto esce fuori il venditore di polverine e unguenti vari…non raro nelle sale massaggio.
13°Giorno: Xian è una città che trasuda storia, oltre al famoso esercito di terracotta, Xian è la patria dei ravioli al vapore ed inoltre da qui partiva la famosa Via della Seta che, con 6400 km attraverso l’Asia centrale e occidentale, permetteva scambi commerciali e culturali tra la civiltà cinese e quella romana. Capoluogo della provincia di Shanxi, Xian vanta una tradizione talmente ampia ed eccezionale da farne la più illustre delle antiche città imperiali e, a testimonianza di ciò, ci sono numerosi monumenti da visitare . Tra i tanti templi che sorgono dentro e fuori la città, la Grande Moschea è l’unico esempio di moschea in oriente che esce dallo stile classico musulmano acquisendo l’influenza dell’architettura cinese: si trova nel pittoresco quartiere degli Hui, a ridosso di un vivacissimo mercato. Nell’antico Tempio di Confucio si può visitare il Museo Storico, dove è esposta la Beilin, la Foreste delle Stele, una monumentale collezione di 2300 pezzi dove sono riprodotti i testi religiosi classici. Da non perdere è la Pagoda dell’Oca Selvaggia, o della Grande Oca: alta 7 piani sovrapposti, mano a mano sempre più piccoli sino ad arrivare ad un altezza di 45 metri, è stata innalzata nel 707 d.C. e custodisce libri sacri del buddismo. visita alle antiche mura della città. Ma la fama di Xian è dovuta al ritrovamento della tomba dell’Imperatore Quin Shihangdi e al suo Esercito di Terracotta: si fece scavare un’enorme cripta sotterranea dove essere tumulato assieme a migliaia di statue. Il sito fu scoperto per caso da un gruppo di contadini che, scavando, videro affiorare delle teste. I successivi scavi portarono alla scoperta di oltre 6000 pezzi raffiguranti statue di guerrieri, tutte differenti tra loro sia nelle espressioni dei visi sia negli indumenti, nonché centinaia di cavalli e carri da battaglia: è stato sicuramente una delle più grandi scoperte archeologiche del secolo scorso.
Alla sera ci aspetta la famosa marmitta mongola oltre alla carne ovina, con la marmitta mongola si consumano anche altre cose, fra cui verdure, formaggio di soia congelato, cetroli di mare, gamberoni e fettine di pesce e pollo insomma un misto che metterà a dura prova le nostre pance. Dopo di che si passa ai ravioli al vapore, ce ne porteranno una ventina tutti diversi e devo dire che usciamo dal ristorante con la pancia piena, così decidiamo di tornare a piedi in albergo facendo una lunga passeggiata e scoprendo angoli e scorci di vita di Xian.
14°Giorno: questa mattina visitiamo il museo di Xian che raccoglie altri pezzi dei guerrieri di terracotta e pezzi di collezione ming e ching. Pranzo in ristorante severe mante cinese e via i soliti saluti alla guida e aspettiamo la chiamata all’imbarco per Guilin. Il mio solito giro dentro l’aeroporto mi porta a comprare un corriere della sera di due giorni prima che tutto il gruppo legge visto la mancanza tranne qualche rara volta di un canale televisivo italiano in hotel.
GUILIN
Atteriamo dopo un volo relativamente tranquillo, abbiamo un po’ ballato, è sera e la nuova guida dopo le presentazione di rito ci da la solita infarinatura.
Questa sera decidiamo di rimanere in hotel visto l’accompagnamento al bar centrale di una bravissima pianista, siamo un po’ stanchi tra voli spostamenti e spesso visite risicate per poi essere portati in negozi spenna turisti.
15°Giorno: oggi sveglia presto ci aspetta la gita in motobarca. Risaliamo il fiume Li su scorci favolosi, montagne verdi che si mescolano al fiume, grotte e anfratti che sembrano scolpiticontadini che si danno da fare con i cappelli classici da risaie, bufali immersi nell’acqua e naturalmente poveri cinesi che con zattere di bamboo avvicinano le barche e cercano di venderti qualcosa….
Questi scorci di Guilin sono stati dipinti, scritti e cantati dai più grandi artisti cinesi nei secoli scorsi fino ai giorni nostri.
Il pranzo è a bordo e naturalmente viene offerta la zuppa di tartaruga con un “piccolo “ sovraprezzo, rifiuto, anche perché nel barcone davanti al nostro vedo come uccidono e preparano la zuppa.
Arriviamo al molo di fermata, c’è una bolgia di turisti che fa svanire tutta la bellezza vista in precedenza, una ventina di barconi sono ormeggiati e qualcuno sbuffa ancora il fumo nero.
Un pescatore viene fotografato da centinaia di turisti, è seduto nella sua barchetta e ha un lungo bamboo dove sono appollaiati quattro cormorani legati a un lungo spago alla zampa e con un anello sul collo. La pesca con i cormorani è un classico dell’oriente. Gli uccelli sono ottimi nuotatori, il contadino li manda in acqua e loro vanno sotto e con destrezza catturano i pesci che naturalmente non riescono ad inghiottire perché l’anello glielo impedisce…questi ritornano in superfice con il pesci olone in bocca metà ingoiato e il contadino non fa altro che tirarlo a bordo e fargli sputare il pesce…in cinque minuti i cormorani catturano un secchio di pesci…fantastico.
CANTON
Arriviamo a Canton dopo un viaggio in treno che ci porta via tutta la mattina. Gia dalla stazione ferroviaria scopriamo una città un po’ più moderna quasi sullo stile Shangai, il bello che il centro si divide in tre aree ben distinte la zona francese, con le casettine e i forni con baguette la zona inglese con le case e le finestre old style e la zona cinese con il favoloso mercato della medicina cinese. Ogni quartiere ha le proprie scuole madrelingua, i locali classici di ogni nazione e le proprie scuole, troviamo addirittura una chiesa cristina cattolica dove facciamo un giretto e accendo due candele……siamo abbastanza a sud della Cina infatti c’è un caldo umido insopportabile che si tramuta ogni tanto in mega acquazzoni stile monsone.
Al mercato della medicina cinese vediamo di tutto e di più sia secco che vivo….scorpioni, cavallette, cavallucci marini, tartarughe, scarafaggi, pinne di squalo e chi più ne ha più ne metta, il bello è che i cinesi compratori sono numerosissimi. Le galline sono stipate in gabbie di legno dove fanno fatica a respirare le budella dei serpenti ( si mangiano e si mettono nell’alcool per fare il liquore) sono buttate per strada, vediamo addirittura un camion con cubi di ghiaccio che vengono venduti e trascinati per strada con grossi uncini.
Da Guilin mi porto un fastidioso mal di gola che qui a Canton si sfoga in febbre, siamo nel periodo dell’aviaria e incomincio a preoccuparmi…..sono veramente esausto ora ci aspetta il grosso catamarano (da 200posti a sedere) che lungo il fiume delle perle ci porta a HONG KONG. Anche se Hong Kong è ritornata alla cina da poco tempo bisogna comunque fare tutte le procedure come per lasciare la Cina e qui mi succede che mentre il mio gruppo aspetta il controllo passaporti io ne approfitto per andare in bagno e rinfrescarmi dal sudore della febbre, ma, quando esco il mio gruppo è passato e non c’è più un anima allora sfodero il mio passaporto all’addetta controllo che non sa una parola d’inglese e si gira e rigira il passaporto tra le mani, capisco che qualcosa non va quando telefona e appare un ufficiale in divisa con 400 mostrine e baffetti tipo ufficiale vietcong torturatore di rambo, faccio per indicargli il visto ma lui con un gesto brusco mi allontana….e qui devo dire mi sono visto in gia in qualche prigione cinese dove manco Amnesty mi poteva salvare…poi per fortuna spunta in fondo al corridoio la nostro guida italiana che parla cinese e con mille scuse e reverenze fa vedere all’alto ufficiale la data di scadenza del passaporto che non trovavano…..la guida, mentre attraversiamo il corridoio mi lancia un occhiataccia io gli sussurro….ti devo la vita….

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